Al vaglio il trattamento fiscale di operazioni in valuta estera

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La Risoluzione n.57/E dell’Agenzia delle Entrate, mediante la quale l’Amministrazione Finanziaria ha risposto all’interpello di una società, inerente il trattamento fiscale delle operazioni in valuta estera, ha chiarito che per «l’acquisto di valuta estera previa apertura del conto corrente espresso in valuta estera con contestuale prelievo dal conto liquidità espresso in euro, in applicazione del combinato disposto degli artt. 9 e 110 del T.U.I.R., il costo fiscalmente riconosciuto della valuta estera corrisponde alla conversione in euro al cambio del giorno (o del giorno antecedente più prossimo e, in mancanza, secondo il cambio del mese in cui è stata sostenuta) in cui l’operazione di acquisto è effettuata».

L’Ente sottolinea che l’ammontare fiscalmente riconosciuto della valuta estera, per quanto riguarda l’operazione sottopostale inerente l’apertura di un conto corrente espresso in tale valuta e prelievo dal conto liquidità espresso in euro, coincide con la conversione in euro al cambio al giorno in cui è stato effettuato l’acquisto.
Qualora l’istituto di credito applicasse un tasso di cambio diverso da quello ufficiale, è confermata l’applicabilità di un tasso di cambio alternativo, a patto che quest’ultimo risulti fornito da operatori internazionali indipendenti.
Al contrario, relativamente all’operazione rappresentata dall’acquisto titoli azionari espressi in valuta estera, iscritti sia tra le immobilizzazioni finanziarie sia nell’attivo circolante, con prelievo dal conto in valuta estera, «il prelievo della disponibilità liquida dal conto espresso in valuta estera per acquistare i titoli azionari – a prescindere se si tratta di immobilizzazioni finanziare o di titoli del circolante – determina il concorso alla formazione del reddito imponibile di periodo delle differenze di cambio, positive o negative, maturate fino a tale momento, essendo realizzato il differenziale di valore maturato dalla valuta estera tra la sua data di acquisto e quella di utilizzo per l’acquisto dei titoli. Di conseguenza, il costo fiscalmente riconosciuto in valuta estera dei titoli acquistati corrisponderà al costo di acquisizione, valutato secondo il cambio del giorno di acquisto o del giorno antecedente più prossimo e, in mancanza, secondo il cambio del mese in cui è stato sostenuto».

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